Le gestioni separate sono da sempre il cavallo di battaglia degli investimenti assicurativi
Le gestioni separate sono da sempre il cavallo di battaglia degli investimenti assicurativi
Hanno infatti sempre coniugato certezza e rendimenti interessanti. Si tratta di fondi chiusi ai quali solo le Compagnie possono accedere, apparentemente indenni alle oscillazioni di mercato e con consolidamento annuo delle prestazioni. Un contratto che può solo rivalutarsi, privo di rischi, impignorabile e insequestrabile: l'ideale per chi lavora per fornire certezze ai clienti. La loro progressiva scomparsa, ormai (quasi) totale, ha gettato nello sconforto gli assicuratori ed i clienti più fedeli, amanti di questo tipo di investimenti. Ma fu vera gloria? E, soprattutto, vale la pena di inseguire a tutti i costi le gestioni separate? A mio modesto parere, pur essendone (stato) un estimatore, no. Le gestioni separate, infatti, affondano le proprie radici in un mondo, quello dei rendimenti a due cifre dei titoli di stato, che non esiste più e solo l'inerzia del loro motore finanziario ha contribuito a mantenere i rendimenti a livelli interessanti. In un mondo di tassi di interessi prossimi allo zero ma in ripresa e di un'economia che procede a singhiozzo, prodotti più agili e rapidi ad adattarsi agli scenari mutati mi paiono essere più indicati sia per investire che per intercettare il risparmio in formazione. Tra questi ovviamente una menzione speciale va ai prodotti ibridi, che uniscono una parte in gestione separate ed una parte in quote di fondi comuni di investimento, le famose Unit Linked, che sono un po' bistrattate da noi assicuratori ma che hanno ed avranno ancora molto da dire in futuro.
